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La Next Gen non esiste

Becco sempre sonori fischi quando dico che “La Next Gen è una fregatura colossale” o che “La Next Gen non esiste

L’obiezione che puntualmente mi si contesta è: “Ma non lo vedi che grafica?” Si, lo vedo. Bella, per carità. Ma ci dobbiamo davvero accontentare della grafica? Nel senso: davvero la nostra idea di nuova generazione si è ridotta al solo, misero, becero miglioramento grafico? Perché in quel caso, signori miei, ho una notizia per voi: alle volte basta semplicemente programmare meglio et voilà, grafica più bella (sempre negli evidenti limiti hardware).

Precisamente quand’è che noi gamers, come ci piace tanto farci chiamare ( “mi piacciono i videogiochi “non fa abbastanza figo), abbiamo smesso di tenere in considerazione altri fattori? Che ne so… la ricerca di nuove dinamiche di gioco, l’esplorazione di nuovi approcci… quale è stato l’ultimo gioco che vi (ci) ha fatto dire “Cazzo, non si era mai vista una cosa del genere!“? Io non me lo ricordo. Specialmente su console, non ho memoria di un gioco che recentemente mi abbia colpito per il suo spirito innovatore. Fateci caso: i titoli che attualmente stanno uscendo sulle consoles Next Gen sono, nella maggior parte dei casi, titoli già usciti per le vecchie generazioni “rimasterizzati” per quella nuova. Che tradotto si legge “Hey tu! Torna qui, non abbiamo ancora preso tutti i tuoi soldi!”

E quindi via libera alle riedizioni di Resident Evil, a The Last of Us Remastered, a GTAV (che nonostante le aggiunte, è sempre GTAV). E via libera anche alle serie che non hanno più nulla da dire, e che ripropongono la solita pappa ancora ed ancora, con cambiamenti spesso marginali (si penso proprio ad Assassin’s Creed)

E allora che cos’è la Next Gen? Un semplice upgrade grafico? Tanto valeva aggiornare la GPU dei nostri PC. E se proprio ci volessimo fermare solo alla grafica, rincaro la dose (anche di fischi che mi potrei beccare) dicendo che in fin dei conti non mi sembra ci sia stato questo gran balzo in avanti in termini grafici. Provo a spiegarmi meglio, prima che inizino le urla: vi ricordate l’anno che usci la Playstation 2 (si, lo so; non era nemmeno la migliore console)? Vi ricordate il giorno che montaste la vostra prima scheda video con grafica 3D accelerata? Si? Bene. Vi ricordate anche la faccia che avete fatto vedendo le due cose all’opera? Lo ricordate lo stupore nel vedere la nettissima differenza tra il prima ed il dopo? Il cambio di generazione a questo giro è stato, al contrario, molto sfumato. Si, un miglioramento grafico c’è per carità… ma non è stato quello schiaffo sugli occhi che fu il passaggio ad esempio da PSX a PS2 o da Saturn a Dreamcast.

Ma le innovazioni, quelle vere, dove sono? Dove sono i nuovi GTA3, Metal Gear Solid 2 e 3, Silent Hill 2? Dove sono i titoli che hanno qualcosa di nuovo da dire, od almeno un nuovo modo di dirlo?

Forse, e dico forse, è ancora presto per cercare queste innovazioni nella Next Gen.

Ma viste le premesse, ad un anno dal lancio, penso si possa proprio dire che la Next Gen non esiste.

Hideo Kojima

Silent Hills – Pensieri a freddo (o quasi)

Quindi, adesso è ufficiale: Hideo Kojima, padre di molti fortunati videogames (uno su tutti Metal Gear Solid) dirigerà i lavori del prossimo capitolo  della serie di Silent Hill. A fargli compagnia, come si è appreso dal trailer nascosto all’interno del Teaser/Demo chiamato P.T., ci saranno Guillermo del Toro e Norman Reedus. Il nuovo capitolo verrà chiamato Silent Hills (Dio solo sa il perché di quella “s”) e per il momento è tutto quello che è dato sapere. Da giorni l’intero Internet appassionato di videogiochi è legittimamente in fermento all’idea di vedere il Sig. Kojima prendere le redini di una serie ormai alla deriva, dopo troppi capitoli che sarebbe generoso definire deludenti; tuttavia esiste un’altrettanto nutrita schiera di appassionati molto più cauta, che preferisce ritardare quanto più a lungo possibile l’imbarco sull’ Hype Train, insospettita dallo stesso teaser messo in circolazione dalla Kojima Productions. Nonostante al termine dello stesso si legga che il teaser/demo non ha nulla a che spartire con il gioco che uscirà, molti temono invece una brusca sterzata nell’immaginario classico della serie. Considerando quello che si vede nel Teaser (e volendo ignorare l’avviso di cui prima) in effetti lo sconvolgimento dei canoni della saga apparirebbe evidente: visuale in soggettiva, jumpscares in abbondanza, “demoni” simili a quelli visti al cinema in “The Grudge“. In poche parole tutto l’opposto di quello che ha reso celebre la città sul lago di Toluca.

Conoscendo Kojima,la sua sfrenata passione per il cinema (che traspare in tutta la sua grandezza nelle cutscenes dei suoi giochi), la sua cura maniacale per i dettagli ed a giudicare dai vari (troppi a dire il vero) gameplays di P.T. apparsi su YouTube, mi sono convinto che forse c’era un messaggio che Kojima voleva veicolare con il teaser. Le ultime frasi udibili prima della fine del demo suonano più o meno (evidenzierò le parti che ritengo più importanti)

Dad was such a drag.
Every day, he’d eat the same kind of food,
dress the same, sit in front of the same kind of games
Yeah, he was just that kind of guy.
But then one day, he goes and kills us all!
He couldn’t even be original about the way he did it.
I’m not complaining… I was dying of boredom anyway.

Forse, e dico forse, mi sono lascito prendere troppo la mano dall’ondata “analista” del Teaser, alla ricerca di indizi e riferimenti, ma leggendo queste frasi alla fine del demo (che si presenta come una specie di “Slender” in salsa 1080p) sapendo che Kojima ama inserire messaggi nelle sue creazioni (si veda l’ottimo video di Super Bunnyhop su MGS2), visto il successo virale dei “giochi horror” alla Slender ed essendo sicuro che Kojima non farebbe mai uscire un gioco dozzinale e dal sapore di “già visto” appunto come il teaser in questione, le stesse frasi recitate alla fine del gioco hanno assunto una connotazione particolare (almeno nella mia testa). Mi è difatti apparso quasi lampante come Kojima stesse cercando di muovere una malcelata critica al genere horror, in particolare ai suoi luoghi comuni e stilemi, che si ripetono sempre uguali a se stessi, arrivando ad essere noiosi come mangiare sempre le stessa cosa, vestire sempre allo stesso modo o giocare sempre allo stesso gioco.

 La mia opinione sul coinvolgimento di Hideo Kojima nella realizzazione di Silent Hills si piazza esattamente a metà strada tra le due schiere di fan della serie: da un lato la presenza di Kojima garantisce uno standard qualitativo del prodotto finale sicuramente alto; dall’altro lato però temo la sua impronta artistica che, per quanto di notevolissimo pregio, potrebbe rischiare di sconvolgere l’universo di Silent Hill ed i suoi canoni (peraltro già massacrati da capitoli indegni del brand).

Finora è possibile solo affermare una cosa: come scherzosamente affermato dai Twin Perfect, sarà meglio che Silent Hills non abbia nulla a che fare con il “Teaser Giocabile”, altrimenti saremmo solo in presenza dell’ennesimo abuso del titolo della serie.

Xbox One: via DRM e restrizioni sull’usato

Saltano i DRM, per ora, dalla XboxOneFortunatamente qualcuno dalle parti di Redmond si è svegliato, ed ha deciso per una secca maria indietro sullo spinoso tema Xbox One e DRM. L’annuncio arriva direttamente da Xbox WireBlog ufficiale di Xbox. Don Mattrick, in un post di ieri annuncia ufficialmente che i tanto odiati DRM e tutti i vari paletti da questi imposti verranno eliminati.

Nell’articolo si legge come dalle parti di Redmond, le opinioni ed i feddback dei giocatori siano di importanza capitale, di come siano ascoltati e ponderati: in effetti non accorgersi dell’enorme feedback creatosi sarebbe stato un tantinello difficile, ed ignorarlo peccato capitale.

Quindi in buona sostanza, nella next-gen made in Microsoft, stando alle dichiarazioni, nulla cambierà rispetto a Xbox 360.

Difatti:

  • Si potrà giocare senza la necessità di check-in periodici (24/1 h)
  • I giochi potranno circolare liberamente, come oggi
  • Non saranno presenti i region-lock annunciati

Riuscirà Microsoft con questa mossa “a sorpresa”, a risollevare il morale ai fans delusi dagli annunci dell’E3? Oppure la Xbox One resterà legata all’immagine di “Consolle dei DRM”?

Tuttavia, l’idea è che i videogiocatori abbiano vinto solo una battaglia.

 

Playstation 4. Era difficile, Microsoft?

Playstation 4 in tutto il suo, si spera, splendore

Che cosa succede quando ignori spudoratamente le richieste di un tuo cliente? Nella migliore delle ipotesi non metterà mai più piede nella tua attività. Nella peggiore, ti farà anche una pubblicità negativa sconsigliando a chiunque di rivolgersi a te. Ora, se a tutta la scena avesse assistito il tuo rivale, quello antipatico che ha un negozio simile al tuo dall’altro lato della strada, cosa credi che farebbe? Esatto, cercherà in tutti i modi di soffiarti il cliente, già sapendo cosa offrirgli. Gli basterà qualche piccolo accorgimento e sarà pronto ad accogliere il nuovo cliente, oltre gli altri che trascinerà con sé. Quello che emerge chiaramente dalla conferenza stampa di Microsoft all’E3 è che il loro punto di riferimento non sono i gamersbensì i publishers.

Sony non si è lasciata scappare l’occasione, e forte delle reazioni negative suscitate dalla “nuova strategia” di Microsoft, ha saputo leggere, intercettare e canalizzare il malcontento per poi presentare ai videogiocatori una Playstation 4 in linea con i loro desiderata. Se finora il livello della competizione era su un livello “amichevole”, Sony adesso gira il coltello nella piaga con uno spot irriverente (al limite del trolling) sottolineando l’assenza sulla propria consolle di limitazioni assurde per i giochi usati e/o prestati.
Allo stesso modo non sarà necessario essere connessi perennemente ad internet per consentire controlli sui giochi alla consolle ne ci si dovrà obbligatoriamente affidare ad una periferica controversa come il Kinect per interagire con la consolle. A tutto sommate un costo inferiore alla XboxOne (di almeno 100 € ) e comincerete ad udire in lontananza il roboante tonfo dei profitti di Microsoft.

A meno che dalle parti di Redmond qualcuno non si svegli ed imponga un radicale cambiamento, sarà un autunno difficile per XboxOne.

Xbox One – Un’ora (circa) di dubbi

 

Il decod.... ehm la nuova XboxOneMicrosoft ha da pochi giorni presentato la nuova versione della sua consolle, Xbox One, con una conferenza trasmessa in diretta streaming online, per illustrarne al mondo le principali caratteristiche.

Sorvoliamo sulle specifiche hardware ( che al momento riassumerei in 8 GB di Ram, Processore 8-core, Hdd da 500 GB e lettore Blue-Ray) dato che vista anche la concorrenza (no, non ho detto Wii-U) appaiono decisamente scontate.

Ci sono, almeno per ora ed a mio modestissimo parere, alcuni motivi per non essere molto entusiasti al riguardo di Xbox One.

 

Nonostante la generale euforia che sta accompagnando il lancio della consolle, in rete ci sono alcune voci fuori dal coro (qui e qui se masticate un po’ di inglese) che stanno evidenziando alcuni punti emersi durante la presentazione, principalmente retrocompatibilità e rapporto con il mercato dell’usato. Ma andando con ordine:

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