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Gaming romantico | RetrogamesNight

Sono sicuro che se facessi presente ai miei compari che siamo da poco entrati nel terzo anno di fila di appuntamenti settimanali a suon di videogiochi classici ed amari fatti in casa, resterebbero piuttosto sorpresi. Come lo sono rimasto io quando ho realizzato come siano volati due anni. Tutto è partito da una serata pre-festiva, con la complicità del freddo e della presenza in casa di un quantitativo industriale dei tipici frittelli natalizi. Dal più classico dei “Famose ‘n doppio a FIFA” (che solitamente esce dopo il caffè) è partita una spirale a ritroso verso le più remote ere videoludiche.  Alle quattro del mattino seguente, dopo una colazione da maschi alpha a base di vino e frittelli, era chiaro nelle nostre teste bacate che questo appuntamento si doveva ripetere. Era nata la RetrogamesNight (ed un inizio di colesterolo alto).

Oggi, pur essendoci allontanati un po’ dal retrogaming integralista, lo spirito è sempre quello di quel 23 Dicembre di qualche anno fa: stappare qualche bottiglia, mangiare cose poco sane e passare qualche ora in leggerezza giocando assieme a un titolo “a caso”. Ed è esattamente questo che mi piace

Da alcuni anni a questa parte il mondo dei videogiochi ha subito una profonda evoluzione, e non parlo semplicemente di “Evoluzione tecnica”  (sulla quale ho qualche riserva ) ma di come sia percepito oggi il videogioco. In primo luogo: dieci o quindici anni fa il termine “Gaming” avrebbe avuto senso (forse) solo in paesi anglofoni. Oggi, oltre a identificare una attività (il videogiocare, appunto) è diventato una vera e propria definizione, che individua gruppi di persone, prodotti e così via. La percezione del videogioco è radicalmente cambiata, passando da essere considerato intrattenimento per bambini, a “prodotto multimediale complesso”.Ed in questa nuova età dell’oro del videogioco, dove questo media sta godendo di una popolarità rinnovata che in alcuni casi lo ha elevato a vero e proprio sport, ci siamo noi. Incastrati mentalmente a quindici anni fa. Quando i nostri pomeriggi adolescenziali giravano attorno ad una sala giochi di una piccola città accalcati davanti ad un cabinato, oppure davanti al televisore della camera di qualcuno di noi.

Ed è esattamente questo che mi ricordano le nostre serate. Quel senso di condivisione di una esperienza. Quel senso di partecipazione che si provava quando in sala giochi, dietro di te, si formava un gruppo di spettatori.

Ed anche, e forse principalmente, quel senso di nostalgia tipico di chi comincia ad invecchiare.

Auguri RetrogamesNight!

#PlayHarder