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Riflessioni Elezioni Europee

Elezioni Europee: Riflessioni

Alcune brevissime riflessioni, ora che ho smesso di ridere, sulle appena concluse elezioni Europee, mentre ancora si attende, almeno nel mio Comune, il computo dei voti per le amministrative.

Il dato è schiacciante. Univoco. Inaspettato. E non parlo di percentuali ma di fatti: il PD ha vinto. Un poco in anticipo sulle profezie di Nostradamus, ma il PD ha vinto. E, parlando invece di percentuali, in una maniera eclatante. Oltre venti punti di distacco dal diretto rivale, il Movimento 5 Stelle che ha visto ridimensionarsi non di poco la schiera di sostenitori. Ed in effetti si parla di milioni di voti persi. I Grillini si affannano in queste ad addossare la colpa della disfatta agli Italiani, che non vorrebbero il cambiamento, che si sono fatti comprare con i famosi ottanta euro, che non capiscono niente ecc. ecc. Insomma, le elezioni non le ho perse io, sei tu elettore che sei in malafede. Ma, a mio modestissimo parere la questione è un filo più complicata.

Partiamo dal PD: tolto di mezzo l’establishment di Bersaniana memoria, e gli strascichi tragicomici del governo Letta, Renzi ha avuto gioco facile nel recuperare consensi tra i delusi e gli scontenti, andando a erodere la percentuale di preferenze del Movimento 5 Stelle. La “mossa” dei famigerati 80 Euro più che il paventato “voto di scambio” è stata una manovra pubblicitaria eccellente, atta dare l’idea di un esecutivo che lavori per la popolazione, piuttosto che per i suoi interessi.

I Grillini invece insistono monolitici con il mantra “vi siete svenduti per 80 €! Ecco il vostro prezzo!” confermando in pieno i miei dubbi: sono completamente incapaci di qualsiasi autocritica. Non si sono (ancora) resi conto che con buona probabilità è stato Grillo con le sue sparate ad alzo zero ( “io oltre Hitler” e “Istituiremo Tribunali Popolari” in testa) da una parte a convincere gli elettori della pochezza dell’attività politica dei pentastellati e, dall’altra a spaventarli su possibili scenari autoritari (o quanto meno ridicoli).

Ora il PD, spero ne sia conscio, ha una responsabilità enorme, forse anche al di la delle capacità dell’attuale governo.

Stiamo a vedere.

Visioni Distopiche

“… Si alzò dalla sedia con le gambe intorpidite dalla postura, si avvicinò alla finestra e con un gesto lento e controllato, scostò la tenda. Domenica. Tarda mattinata. Il sole alto ed accecante di una bella giornata di Maggio. In strada nessuno, come al solito. Solo il riverbero caldo della luce. Nessuno vuole rischiare di essere beccato fuori di casa durante il comizio Domenicale del Partito. Si finirebbe direttamente davanti ad uno dei Tribunali Del Popolo, e Dio solo sa cosa potrebbero decidere. Per questo tutti restano in casa la domenica mattina, Pc acceso e collegato al Sito del Partito. I più audaci abbassano il volume o spengono addirittura le casse. Da quando hanno ottenuto il potere, Internet è divenuto loro unico appannaggio: le connessioni sono tutte filtrate ed i contenuti scrupolosamente vagliati dagli organi del Partito. Il dissenso non è ammesso, in nessuna forma, sia in una foto, un meme, un video. E pensare che agli inizi, furono questi strumenti di comunicazione a fare la Loro fortuna: messaggi rapidi, diretti poco approfonditi ed ammantati di verità assoluta. Perfetti per avere una diffusione velocissima e virale. Oggi guai a mettere in discussione queste “verità”. Prima, al massimo, venivi espulso dal Partito se ne eri parte, e ti assicuravi gli insulti dei tuoi ex compagni per l’eternità. Adesso decidono i “Tribunali Popolari”, con giudizi sommari le cui decisioni vengono prese vie Internet dagli iscritti ed attivisti del Partito. Il Paese è isolato, economicamente e politicamente, colpa forse della rocambolesca uscita forzata dall’Unione promossa dal Partito anni fa. I confini del Web coincidono tristemente con quelli geografici del Paese, a causa della censura. Molti siti sono irraggiungibili. Cause tecniche, dicono. La verità è che generano molto, troppo traffico, distogliendolo dal sito del Partito sottraendogli ricavi pubblicitari. Quasi sobbalzò al suono dell’Inno del Partito fuoriuscito all’improvviso dalle casse del suo PC. Stava iniziando il Discorso Domenicale del Leader. Si stirò come chi si è appena alzato da letto. Infilò la giacca e prese occhiali e sigarette. Dopo tanto tempo, era ora di uscire a fare due passi.

M5S

Sana e robusta Costituzione

Mi ero ripromesso alcune cose negli ultimi tempi: mettermi a dieta, evitare di fossilizzarmi su un’argomento  nel blog, evitare di scrivere post a tema diritto. Con questo preciso post, in un colpo solo, mando a puttane gli ultimi due buoni propositi (sperando di non ingrassare scrivendo). Questo perchè torno a parlare del Movimento 5 Stelle, e per farlo questa volta parlerò di anche di diritto, palloso diritto Pubblico per l’esattezza. Seguendo su base quotidiana, ormai, il Movimento 5 Stelle non ho potuto fare a meno di notare la loro scarsa tolleranza / conoscenza, della stessa Costituzione che, una settimana si ed una no, dicono di difendere dai più disparati attacchi (salendo sui tetti ad esempio).

L’ultimo caso, peraltro clamoroso visto il continuo mantra del “Uno Vale Uno” e “Decide La Rete“, pochi giorni fa durante la votazioni per il DDL detto “Svuota Carceri”. Era difatti ben nota la posizione del Movimento 5 Stelle sul reato di immigrazione clandestina, votata alla sua eliminazione dall’ordinamento penale. Addirittura la base del Movimento era stata mobilitata con un “referendum online” (della cui attendibilità numerica, ho scritto qui) con il quale si decise, sconfessando tra l’altro la linea dettata da Grillo, per l’abolizione del reato. Fin qui tutto ok, se non fosse stato per la recente votazione finale sul  DDL “Svuota Carceri”, nelle cui pieghe era prevista la depenalizzazione del reato e la sua riduzione ad un semplice illecito amministrativo. A sorpresa i pentastellati hanno optato per un dietrofront, votando contro la depenalizzazione. La parte tragicomica viene però quando cercano di giustificare l’inversione di marcia, soprattutto nei confronti della “Rete”. La giustificazione media è stata “Era un provvedimento macedonia e c’era dentro di tutto” o “C’erano troppe cose che non andavano bene” oppure “Noi volevamo fosse subito operativa [la depenalizzazione. Si dovrà infatti attendere un Decreto Legge del Governo ndr]. Continue reading

Cose che si lasciano notare

Accade che ti ritrovi, per caso, a passare tra due stand, sapete di quelli che fanno informazione politica, ed a far caso a delle cose.
Nello specifico gli stand erano rispettivamente di Casapound e del PD. Ora, nonostante non nutra una grande simpatia per Casapound non ho potuto fare a meno di notare alcune differenze tra i due stand: il primo era ben organizzato, il tavolo pieno di opuscoli e popolato di ragazzi tra i 20 ed i 25 anni, che illustravano ai passanti le loro attivita’ mentre altri sistemavano bandiere e manifesti tutto intorno. L’altro era un semplice tavolo da bar (letteralmente di quelli rotondi massimo due posti), una ventina di volantini, unico elemento che lo distingueva come il loro stand, un paio di signori di mezza eta’ nei pressi del tavolo. Gli altri membri dello stand,  quasi tutti sulla cinquantina,erano sparsi per la piazza con dei volantini in mano, difficilmente distinguibili dai passanti. Non so, mi e’ sembrata un immagine chiara dell’attuale situazione politica (specialmente a sinistra).