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M5S

Grillo Leaks: seriamente?

La vita è strana. Un giorno sei li che vuoi “aprire il Parlamento come una scatola di tonno” e quello dopo c’è qualcuno che vuole fare lo stesso con te. Il caso Grillo Leaks, che la settimana scorsa dominava i trending topic  di vari social networks, è esploso in seguito alla pubblicazione su internet della registrazione audio di un colloquio intercorso tra Grillo ed alcuni deputati a 5 stelle (oggi fuoriusciti). In questo incontro i parlamentari del M5S esponevano alcune criticità a Grillo come il funzionamento del sistema di rendicontazione, a loro dire inefficace e buggato, e soprattutto la questione espulsioni e la relativa gestione delle votazioni sul Sistema Operativo. Quello che alla fine veniva fuori dall’ascolto di quella registrazione, adesso non più raggiungibile come l’intero sito www.grillo-leaks.com, è che nel Movimento Cinque Stelle comandano Grillo & Casaleggio.

Seriamente? Cioè…fatemi capire: ci voleva davvero una storia sulla falsariga di Assange / Snowden (ma alla nostrana) per farci vedere quale sia il più grosso problema del Movimento Cinque Stelle? Davvero si dovevano pubblicare i numeri privati di cellulare (forse vero motivo per il quale il sito è stato reso inaccessibile dal gestore stesso) dei parlamentari a cinque stelle? Davvero vi sfuggiva l’inutilità ed il vuoto che si annida all’interno del sistema di democrazia liquida (minuscolo voluto n.d.r.) messo in piedi per le “votazioni” su cosa debbano fare,dire,votare i deputati e senatori in aula? Davvero vi sfuggiva come questo sistema fosse uno specchio per le allodole, da ignorare o bypassare quando la necessità lo imponeva?

Se non vedevate tutto questo, e vi siete stupiti dei “Leaks” su Grillo&Company…direi che abbiamo un problema più grave da affrontare…

Saluti.

Riflessioni Elezioni Europee

Elezioni Europee: Riflessioni

Alcune brevissime riflessioni, ora che ho smesso di ridere, sulle appena concluse elezioni Europee, mentre ancora si attende, almeno nel mio Comune, il computo dei voti per le amministrative.

Il dato è schiacciante. Univoco. Inaspettato. E non parlo di percentuali ma di fatti: il PD ha vinto. Un poco in anticipo sulle profezie di Nostradamus, ma il PD ha vinto. E, parlando invece di percentuali, in una maniera eclatante. Oltre venti punti di distacco dal diretto rivale, il Movimento 5 Stelle che ha visto ridimensionarsi non di poco la schiera di sostenitori. Ed in effetti si parla di milioni di voti persi. I Grillini si affannano in queste ad addossare la colpa della disfatta agli Italiani, che non vorrebbero il cambiamento, che si sono fatti comprare con i famosi ottanta euro, che non capiscono niente ecc. ecc. Insomma, le elezioni non le ho perse io, sei tu elettore che sei in malafede. Ma, a mio modestissimo parere la questione è un filo più complicata.

Partiamo dal PD: tolto di mezzo l’establishment di Bersaniana memoria, e gli strascichi tragicomici del governo Letta, Renzi ha avuto gioco facile nel recuperare consensi tra i delusi e gli scontenti, andando a erodere la percentuale di preferenze del Movimento 5 Stelle. La “mossa” dei famigerati 80 Euro più che il paventato “voto di scambio” è stata una manovra pubblicitaria eccellente, atta dare l’idea di un esecutivo che lavori per la popolazione, piuttosto che per i suoi interessi.

I Grillini invece insistono monolitici con il mantra “vi siete svenduti per 80 €! Ecco il vostro prezzo!” confermando in pieno i miei dubbi: sono completamente incapaci di qualsiasi autocritica. Non si sono (ancora) resi conto che con buona probabilità è stato Grillo con le sue sparate ad alzo zero ( “io oltre Hitler” e “Istituiremo Tribunali Popolari” in testa) da una parte a convincere gli elettori della pochezza dell’attività politica dei pentastellati e, dall’altra a spaventarli su possibili scenari autoritari (o quanto meno ridicoli).

Ora il PD, spero ne sia conscio, ha una responsabilità enorme, forse anche al di la delle capacità dell’attuale governo.

Stiamo a vedere.

Parlamento Vuoto

La democrazia diretta è un “illusione ottica”

In questi giorni mi sono spesso ritrovato con il caro vecchio manuale di Diritto Pubblico, a rinfrescare qualche concetto e qualche nozione sopita dal tempo, prima di scrivere un post od un commento su Internet. Mi sono (ri)imbattuto in un paragrafo dal titolo attualissimo (ed a tratti profetico): “Democrazia diretta e rappresentativa”. Il senso di quel paragrafo, volendolo riassumere per sommi capi, è che la Democrazia diretta è una illusione ottica, e questo perché, a sua volta, lo strumento della maggioranza semplice, del quale il Movimento 5 Stelle sostiene di fare grande uso (uno vale uno, decide la rete) è illusoriamente democratico, e che può risolvere solo questioni molto semplici. La maggioranza semplice, che storicamente è stata il cuore dei sistemi di democrazia diretta, si presta bene alla sola risoluzione di quesiti basilari, come scegliere tra due o più proposte che si autoescludono l’una con le altre. Non si da mai il caso di una scelta mediata tra le vari posizioni in gioco. Questo perché si tratta di un processo decisionale limitato. Vi riporto lo stesso efficace esempio che usavano i Professori durante i corsi per farci digerire il concetto:

Mettiamo ci sia una comitiva di 10 turisti  che deve raggiungere una data località e si deve organizzare avendo a disposizione treno, aereo e nave. Poniamo che 6 di questi turisti vogliano viaggiare in treno e che gli altri 4 siano equamente ripartiti tra aereo e nave, e che siano disposti a d accettare un compromesso, ma in ogni caso non il treno. Dovendo mettere ai voti la scelta, quale sistema decisionale (tra maggioranza semplice e qualificata) risulterebbe il migliore?

Ora, istintivamente verrebbe da rispondere maggioranza semplice. E la risposta in realtà sarebbe esatta. La maggioranza semplice è difatti individuata “come la più pura e coerente forma di Logica Democratica“.  E fintanto che ci muoviamo nell’alveo delle piccole comunità e delle scelte elementari questo impianto regge benissimo. Infatti sarebbero solo 4 gli scontenti della scelta effettuata dal 50% +1 dei votanti, mentre nel caso si cercasse una maggioranza qualificata ad, esempio dei 2/3 dei votanti, parte dei “sostenitori del treno” dovrebbe cedere e rinunciare in favore delle istanze di una minoranza, che risulta più tutelata con il sistema della maggioranza qualificata.

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M5S

Sana e robusta Costituzione

Mi ero ripromesso alcune cose negli ultimi tempi: mettermi a dieta, evitare di fossilizzarmi su un’argomento  nel blog, evitare di scrivere post a tema diritto. Con questo preciso post, in un colpo solo, mando a puttane gli ultimi due buoni propositi (sperando di non ingrassare scrivendo). Questo perchè torno a parlare del Movimento 5 Stelle, e per farlo questa volta parlerò di anche di diritto, palloso diritto Pubblico per l’esattezza. Seguendo su base quotidiana, ormai, il Movimento 5 Stelle non ho potuto fare a meno di notare la loro scarsa tolleranza / conoscenza, della stessa Costituzione che, una settimana si ed una no, dicono di difendere dai più disparati attacchi (salendo sui tetti ad esempio).

L’ultimo caso, peraltro clamoroso visto il continuo mantra del “Uno Vale Uno” e “Decide La Rete“, pochi giorni fa durante la votazioni per il DDL detto “Svuota Carceri”. Era difatti ben nota la posizione del Movimento 5 Stelle sul reato di immigrazione clandestina, votata alla sua eliminazione dall’ordinamento penale. Addirittura la base del Movimento era stata mobilitata con un “referendum online” (della cui attendibilità numerica, ho scritto qui) con il quale si decise, sconfessando tra l’altro la linea dettata da Grillo, per l’abolizione del reato. Fin qui tutto ok, se non fosse stato per la recente votazione finale sul  DDL “Svuota Carceri”, nelle cui pieghe era prevista la depenalizzazione del reato e la sua riduzione ad un semplice illecito amministrativo. A sorpresa i pentastellati hanno optato per un dietrofront, votando contro la depenalizzazione. La parte tragicomica viene però quando cercano di giustificare l’inversione di marcia, soprattutto nei confronti della “Rete”. La giustificazione media è stata “Era un provvedimento macedonia e c’era dentro di tutto” o “C’erano troppe cose che non andavano bene” oppure “Noi volevamo fosse subito operativa [la depenalizzazione. Si dovrà infatti attendere un Decreto Legge del Governo ndr]. Continue reading

M5S

M5S: votazioni online. Dubbi e riflessioni a caldo

Le recenti iniziative “legislative” del M5S ( votazioni online su reato di clandestinità, legalizzazione cannabis, whistleblowing) mi hanno fatto sorgere qualche dubbio sul loro modus operandi, che benché mosso da nobilissimi intenti, mi sembra prestare il fianco a qualche obiezione. Tanto per andare direttamente al cuore della questione, le “votazioni online“: aprire il dibattito sulle leggi dello stato ai cittadini è cosa eccellente. Un paese che non discute delle sue dinamiche, muore. Piano, ma muore. Tuttavia, non credo che la strada presa dal M5S sotto questo punto di vista sia nè percorribile tanto meno fruttuosa. Il problema è proprio lo sbandierato “Sistema Operativo“, applicazione web tramite la quale gli iscritti certificati del movimento possono discutere le proposte di legge presentate dai parlamentari del Movimento 5 Stelle in Aula. Quello che è successo tuttavia, getta un’ombra oscura su questo strumento di consultazione della base politica. La votazione è stata indetta in fretta e furia, in pieno orario lavorativo e con una durata di sole 7 ore. Molti attivisti hanno lamentato la tardiva comunicazione della votazione stessa, o addirittura la sua mancanza. Problemi, insomma, che potremmo definire “strutturali”, normali in un sistema nuovo ed in “beta-testing”, se non fosse che qui si discute di leggi dello stato.  Non è possibile ridurre questo dialogo a sette (leggasi sette) ore, per giunta in fascia lavorativa, su un argomento delicato come l’abrogazione di una fattispecie di reato,  a prescindere da ciò che si può pensare sul reato di immigrazione clandestina. Alessandro Capriccioli ha scritto un post dal taglio ironico, ma perfettamente calzante sulla situazione che si rischia di creare. Occorre precisare che tramite queste votazioni, tuttavia, gli attivisti “vincolano” solamente l’operato dei parlamentari e senatori (con buona pace dell’Art. 67 della Costituzione) al volere degli iscritti. Resta il fatto che, per quanto gli iscritti possano essere persone preparate, titolate, quello che volete… non si possono rimettere decisioni di questo calibro a persone che non siano più che esperte della materia, il che, se mi è concesso, è ben altro che “informarsi” su Internet. Non si può interpellare “la base” (che a conti fatti si è rivelata lo 0,3% scarso degli elettori effettivi) per questioni così delicate, pretendendo altresì di scavalcare a piè pari il divieto di mandato imperativo posto dal menzionato Art. 67 della nostra Costituzione. E’ veramente così che il M5S intende gestire la Democrazia Diretta? Liquidando questioni di diritto penale (o quello che sarà) con un paio di clic, ed al grido di “INFORMATEVI!!!111!!!“?