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Grillo Leaks: seriamente?

La vita è strana. Un giorno sei li che vuoi “aprire il Parlamento come una scatola di tonno” e quello dopo c’è qualcuno che vuole fare lo stesso con te. Il caso Grillo Leaks, che la settimana scorsa dominava i trending topic  di vari social networks, è esploso in seguito alla pubblicazione su internet della registrazione audio di un colloquio intercorso tra Grillo ed alcuni deputati a 5 stelle (oggi fuoriusciti). In questo incontro i parlamentari del M5S esponevano alcune criticità a Grillo come il funzionamento del sistema di rendicontazione, a loro dire inefficace e buggato, e soprattutto la questione espulsioni e la relativa gestione delle votazioni sul Sistema Operativo. Quello che alla fine veniva fuori dall’ascolto di quella registrazione, adesso non più raggiungibile come l’intero sito www.grillo-leaks.com, è che nel Movimento Cinque Stelle comandano Grillo & Casaleggio.

Seriamente? Cioè…fatemi capire: ci voleva davvero una storia sulla falsariga di Assange / Snowden (ma alla nostrana) per farci vedere quale sia il più grosso problema del Movimento Cinque Stelle? Davvero si dovevano pubblicare i numeri privati di cellulare (forse vero motivo per il quale il sito è stato reso inaccessibile dal gestore stesso) dei parlamentari a cinque stelle? Davvero vi sfuggiva l’inutilità ed il vuoto che si annida all’interno del sistema di democrazia liquida (minuscolo voluto n.d.r.) messo in piedi per le “votazioni” su cosa debbano fare,dire,votare i deputati e senatori in aula? Davvero vi sfuggiva come questo sistema fosse uno specchio per le allodole, da ignorare o bypassare quando la necessità lo imponeva?

Se non vedevate tutto questo, e vi siete stupiti dei “Leaks” su Grillo&Company…direi che abbiamo un problema più grave da affrontare…

Saluti.

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M5S: votazioni online. Dubbi e riflessioni a caldo

Le recenti iniziative “legislative” del M5S ( votazioni online su reato di clandestinità, legalizzazione cannabis, whistleblowing) mi hanno fatto sorgere qualche dubbio sul loro modus operandi, che benché mosso da nobilissimi intenti, mi sembra prestare il fianco a qualche obiezione. Tanto per andare direttamente al cuore della questione, le “votazioni online“: aprire il dibattito sulle leggi dello stato ai cittadini è cosa eccellente. Un paese che non discute delle sue dinamiche, muore. Piano, ma muore. Tuttavia, non credo che la strada presa dal M5S sotto questo punto di vista sia nè percorribile tanto meno fruttuosa. Il problema è proprio lo sbandierato “Sistema Operativo“, applicazione web tramite la quale gli iscritti certificati del movimento possono discutere le proposte di legge presentate dai parlamentari del Movimento 5 Stelle in Aula. Quello che è successo tuttavia, getta un’ombra oscura su questo strumento di consultazione della base politica. La votazione è stata indetta in fretta e furia, in pieno orario lavorativo e con una durata di sole 7 ore. Molti attivisti hanno lamentato la tardiva comunicazione della votazione stessa, o addirittura la sua mancanza. Problemi, insomma, che potremmo definire “strutturali”, normali in un sistema nuovo ed in “beta-testing”, se non fosse che qui si discute di leggi dello stato.  Non è possibile ridurre questo dialogo a sette (leggasi sette) ore, per giunta in fascia lavorativa, su un argomento delicato come l’abrogazione di una fattispecie di reato,  a prescindere da ciò che si può pensare sul reato di immigrazione clandestina. Alessandro Capriccioli ha scritto un post dal taglio ironico, ma perfettamente calzante sulla situazione che si rischia di creare. Occorre precisare che tramite queste votazioni, tuttavia, gli attivisti “vincolano” solamente l’operato dei parlamentari e senatori (con buona pace dell’Art. 67 della Costituzione) al volere degli iscritti. Resta il fatto che, per quanto gli iscritti possano essere persone preparate, titolate, quello che volete… non si possono rimettere decisioni di questo calibro a persone che non siano più che esperte della materia, il che, se mi è concesso, è ben altro che “informarsi” su Internet. Non si può interpellare “la base” (che a conti fatti si è rivelata lo 0,3% scarso degli elettori effettivi) per questioni così delicate, pretendendo altresì di scavalcare a piè pari il divieto di mandato imperativo posto dal menzionato Art. 67 della nostra Costituzione. E’ veramente così che il M5S intende gestire la Democrazia Diretta? Liquidando questioni di diritto penale (o quello che sarà) con un paio di clic, ed al grido di “INFORMATEVI!!!111!!!“?