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Battlefield 3: novità dal fronte

Battlefield 3 e le ultime novitàChi lo ha detto che lamentarsi non porta mai a nulla? In seguito ad un recente, e corposo, aggiornamento la versione per Xbox 360 (ma presumo anche le altre versioni) di Battlefield 3 si arricchisce di alcune nuove funzioni e “risolve” diversi bug e difetti e di alcuni di questi avevo già parlato. L’aggiornamento, all’incirca di 2GB, aggiunge la possibilità di noleggiare un server permettendo agli utenti di gestire le modalità di gioco in completa autonomia e corregge alcuni problemi minori del titolo.

Nello specifico, pagando con i Microsoft Points, avremo la possibilità di gestire in prima persona un nostro server, impostandone le regole ed aspetti come il messaggio di benvenuto,il logo, la rotazione delle mappe, i tipi di armi permessi nonché le modalità di gioco. I prezzi variano in base alla durata del noleggio: è possibile difatti noleggiare il server per un solo giorno, per una settimana, per un mese o per tre mesi ed i relativi costi oscillano tra 1,50 € ed i 59,99 €.

Tra i fix che l’aggiornamento comporta ne segnalo uno che mi sta particolarmente a cuore: è ora possibile uscire da una sessione anche durante le schermate riassuntive di fine partita. Non dovrete più aspettare che ne inizi una nuova per uscire dalla sessione. La lista dei vari fix apportati è lunga e la potete trovare QUI.

Per tutti i fan del MAV, accessorio della classe Scout, vi anticipo che purtroppo non potrà essere più utilizzato come ascensore per raggiungere parti sopraelevate delle mappe. E questa è una pessima notizia…

Battlefield 3: IMHO

E la mia modestissima opinione è che quest’anno non ci sia storia: la corona degli sparatutto in prima persona spetta di diritto al team DICE ed al suo Battlefield 3.
Intendiamoci, fino a qualche mese fa ero (ed in fin dei conti continuo ad essere) un fan sfegatato del diretto competitor di Battlefield, ossia Modern Warfare, ma, come ho già detto, ho avuto l’impressione di giocare un gioco che già conoscevo a memoria e, al massimo, di star giocando ad una espansione per una vecchia edizione.
Tuttavia porre a sistema i due titoli potrebbe risultare fuorviante: sono in effetti due titoli profondamente diversi tra loro soprattutto per come sono impostati.
Modern Warfare 3 difatti privilegia l’azione istintiva, la rapidità ed i ritmi frenetici delle partite; Battlefield 3 al contrario si concentra sul realismo, sulla vera e propria simulazione di uno scenario bellico e sulla tattica. Dire quale dei due sia il migliore quindi e unicamente questione di gusti e di come si preferisce giocare. L’elemento che, secondo me, penalizza il terzo capitolo di Modern Warfare è appunto la mancanza cronica di innovazione, che potrebbe appiattire la longevità del titolo in breve tempo.
Fatta questa rapida premessa parliamo di Battlefield 3.
Il primo impatto con il gioco, per chi come me viene da Modern Warfare, lascia un tantino disorientati e confusi: l’interfaccia non è delle più immediate ma con poco tempo si riesce a digerirla; forse poteva essere organizzata in modo migliore ma ripeto con poco tempo si impara a trovare tutto.
Volendo sorvolare sulla necessità di attivare il gioco online (cosa che non condivido assolutamente), si riesce in poco meno di cinque minuti a entrare nella prima partita online. Qui il gioco dà il meglio di sé: le cartine sono letteralmente immense. In alcune di queste restare senza un mezzo significa camminare per almeno cinque minuti prima di incontrare un nemico o un obiettivo da conquistare. L’ampiezza delle mappe permette ai giocatori di interpretare la partita nel modo che preferiscono, scegliendo se stare al centro dell’azione in prima fila o se rimanere defilati supportando i compagni in vario modo, ad esempio con il mortaio od individuando mezzi nemici.


Altro punto forte del gioco sono i mezzi a disposizione: sono molti e maledettamente divertenti da guidare anche se alcuni, come i caccia, sono particolarmente difficili da utilizzare a dovere.
Il gioco è strutturato in maniera da premiare la collaborazione tra i giocatori, quindi dimenticate le strategie one man army alla Modern Warfare perché sono totalmente controproducenti; questo è sottolineato anche da come vengono conteggiati i punti durante le partite in modalità “corsa” e “conquista” : ogni fazione (termine con il quale vengono identificati i due schieramenti contrapposti, a loro volta suddivisi in squadre) parte con un predefinito numero di ticket di rientro che, come il nome suggerisce, servono ai membri della fazione per rientrare in gioco se uccisi; ogni rigenerazione costa un punto alla fazione e la fazione che esaurisce i punti per prima perde, quindi correre all’impazzata non aiuterà di certo il vostro team. Conquistare gli obiettivi (e giocare in funzione di questi) vi garantirà infatti punteggi molto elevati a prescindere dal numero di uccisioni effettuate che, a differenza che nelle modalità deathmatch, non sono al centro del gioco.
Le armi sono tantissime e lo stesso vale per gli accessori sbloccabili. Tuttavia la scelta di distinguere gli elementi sbloccati in base alla fazione rallenta eccessivamente la progressione del giocatore e, in parte, la rende frustrante. Infatti sbloccando una particolare ottica (od un qualsiasi accessorio) per un arma americana, questa non sarà disponibile quando si gioca schierati dalla parte dei russi e viceversa. Questo scelta, benché realistica, può risultare noiosa a mio avviso, costringendo il giocatore a sbloccare due volte lo “stesso” accessorio.
Il comparto grafico, gestito dal motore Frostbite 2, è di primo livello anche se sulla versione Xbox 360, alle quale gioco e mi riferisco, sembra soffrire un po’ la limitazione hardware della consolle presentando alle volte lievissimi rallentamenti o sfarfallii dello schermo. Al di là di queste pecche minori il Frostbite 2 è eccezionale: la quasi totalità degli edifici può essere rasa al suolo e non esiste parete che resista ad una carica ben piazzata di C4. Questo si traduce, ancora una volta, in realismo puro costringendo i giocatori a pianificare le loro mosse: dimenticatevi le lamiere che non fanno una piega di fronte ad un RPG come in Modern Warfare.
Tuttavia Battlefield 3 non è un gioco perfetto e presenta alcuni bug  o difetti minori quali le classiche “cose che potevano essere fatte meglio”.
Alcune delle pecche, secondo me, si potevano e dovrebbero essere risolte:
  •  L’impossibilità tra una partita online e l’altra di tornare ai menu  e doversi subire (anche se solo per un minuto scarso) il menu delle statistiche prima di poter uscire
  • Il sistema degli unlock separati in base alla fazione (Questione di gusti)
  • Qualche bug audio/video qua e là ancora non risolto nonostante sostanzioso aggiornamento da 2 GB (sic!)
  • Problemi con le squadre di amici: organizzando delle squadre nei menu pre-partita potrebbe capitare di trovare alcuni degli amici invitati nella fazione opposta, con ovvio smadonnamento degli interessati
  • Gestione delle personalizzazioni troppo confusionaria: perché visualizzare un’arma non sbloccata con le stesse modalità grafiche di quelle sbloccate, aggiungendo solo un lucchettino (neanche troppo visibile)? Ah vale anche per gli accessori…
Fatta eccezione per questi “difetti”, sempre se si possano considerare tali,  In My Humble Opinion Battlefield resta un titolo eccellente e validissimo, molto strategico e divertente al tempo stesso, riesce ad unire tattica ed esplosioni spettacolari in un mix unico.
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