Cameriere

Buffet Safari

Lo so; alle volte riesco ad essere noiosamente ripetitivo. Ma, credetemi, la colpa non è tutta la mia. Almeno non sempre. Quelle quattro anime pie che si sono incontrate a leggere almeno una volta questi post forse, e dico forse, sanno che faccio il cameriere, quando non sono impegnato nel cercare di diventare avvocato. Per essere più precisi, nei fine settimana e durante i giorni festivi degli ultimi quattordici anni sono stato rinchiuso dentro qualche ristorante. Un tempo ragguardevole, ma non sufficiente a rendermi immune al contegno di alcuni esemplari della fauna da buffet o da banchetto. Provo a spiegarmi: fare il cameriere, prima che di resistenza fisica, è un lavoro di resistenza mentale allo stress che molti degli animali che visitano i ristoranti può generare. Gli Italiani specialmente sono dei veri maestri in questo. Scassacoglioni di prima qualità, oserei dire.

Il primo esemplare che si può incontrare è l’impaziente detto anche l’ansioso. Di solito si manifesta più facilmente all’aperitivo dove si piazza davanti al Buffet delle bibite e, sventolandoti il bicchiere sotto il naso, ripete insistentemente cosa vuole da bere. La paura di non essere servito, o di essere servito tardi, lo porta a puntarvi contro il fute quasi come fosse un coltello. All’estremo opposto, troviamo invece il sicuro-di-sé : si avvicina poco al buffet, ma quando lo fa tiene il bicchiere vicino al corpo ed indica, non dice, quello che vorrebbe bere. Gli esemplari più spigliati hanno abbandonato l’uso del dito indice e si affidano a sguardi e movimenti delle sopracciglia per indicare la preda designata (in genere prosecco). Molto più diffusa, invece, è la specie indeciso cronico che impiega ore per scegliere tra prosecco, coca cola e bitter, facendosi puntualmente scavalcare da branchi interi di impazienti con la bava alla bocca per lo stress da attesa. Il curioso, o come preferisco chiamarlo io l’idiota, si avvicina al buffet con fare tranquillo, aspettando che sia poco affollato perché deve informarsi su cosa contenga ogni singola bottiglia/brocca sul tavolo. “Questo cos’è” “Qui che c’è?” sono le frasi che proferisce più spesso. Dopo aver appreso la composizione chimica di tutte le bibite presenti sul buffet, tuttavia, dirà “No, vabbè…Un bicchiere d’acqua” . Gli esemplari meno dotati chiederanno di avere anche bibite palesemente non presenti. Ultimo, ma non per questo meno animale, è il simpatico: si avvicina schivo al buffet, senza dare nell’occhio e poi comincia a parlare ma non con gli altri esemplari. Vuole parlare con te. Che stai lavorando. E ti rincoglionisce di aneddoti, storie e barzellette finché, esasperato, non gli infili in bocca una tartina e 3 litri esatti di Bellini.

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